A Rho la casa sta diventando un privilegio. Mentre si presentano nuovi progetti immobiliari spacciandoli per “rinascite” del centro cittadino, dentro queste operazioni – da West-Mi all’ex CMR-Rotoincisa – non c’è nemmeno una casa con un affitto davvero accessibile.
La casa non può essere raccontata come un sogno individuale da inseguire a fatica, come sfacciatamente sbandierato – in spregio della popolazione che a causa dell’emergenza abitativa viene espulsa dalla nostra città – alla presentazione del progetto di edilizia residenziale per ricchi West Mi, che recentemente ha anche ricevuto l’avvallo e la “promozione” dell’amministrazione Orlandi. Se un appartamento arriva a costare 4 mila euro al metro quadro – è sempre il caso di West MI, ma per l’ex CMR-Rotoincisa ci aspettiamo prezzi addirittura più alti – siamo davanti a un’operazione di selezione di classe.
Noi crediamo che la casa e l’abitare siano diritti da difendere e rendere effettivi con politiche pubbliche. Per questo oggi l* attivist* per il diritto alla casa del territorio hanno sanzionato il cantiere di West Mi su Corso Europa vergando la scritta a vernice “La casa è un diritto, non un sogno” dando voce alle giuste rivendicazioni della campagna RiAbitare tra fumogeni colorati. Rho non è uno showroom del mattone. È fatta da chi ci vive. O si difende il diritto all’abitare, o si accompagna una trasformazione che lascia spazio soprattutto alla rendita e all’espulsione da Rho della parte più povera della popolazione.
Di questi temi discuteremo giovedì 28 maggio alle 21.00 al CentRho di Piazza San Vittore 24 nell’incontro pubblico Riabitare Rho – Una casa per tutt*, una città a misura di chi la vive con Lucia Tozzi, Giacomo Manfredi del SICeT-Cisl Rho, student* di Città Studi e Gianandrea Piccinini dell’Osservatorio PNO, che presenterà il progetto Steccone Popolare.
“RiAbitare Rho“: Incontro pubblico “Una casa per tutt*, una città a misura di chi la vive“ Giovedì 28 maggio – h. 21:00 CentRho – Rho – Piazza San Vittore 24
GIACOMO MANFREDI Sindacato Inquilini Casa e Territorio (SICeT-Cisl) – Rho
STUDENT* DI CITTA’ STUDI
GIANANDREA PICCININI Osservatorio PNO, presenterà il progetto STECCONE POPOLARE
Rho sta cambiando… ma per chi? C’è ancora spazio per chi in città vive e lavora? La verità, al di là della propaganda, è che vivere a Rho sta diventando un lusso per pochi. Il costo delle abitazioni è alle stelle e molti immobili vengono lasciati sfitti in attesa del tanto rincorso “boom” degli affitti brevi. Di fronte a questa emergenza, le scelte dell’amministrazione appaiono insufficienti: le cifre stanziate per il diritto all’abitare da parte del Comune di Rho sono poco più che simboliche e l’amministrazione Orlandi non sembra avere il coraggio di affrontare il problema alla radice. Per chi fatica a trovare una casa dignitosa e accessibile, la risposta delle istituzioni resta nella stragrande maggioranza dei casi il silenzio.
Alla balbettante risposta pubblica all’emergenza abitativa fa da contraltare un rinnovato protagonismo di speculatori e palazzinari. Recentemente, l’amministrazione Orlandi ha presentato il nuovo progetto West Mi che sorgerà sull’area dell’ex Diana De Silva, nelle vicinanze del nuovo teatro, come una grande opportunità di rigenerazione, ma i numeri parlano chiaro: tra gli oltre 100 appartamenti distribuiti sulle 3 torri non c’è nemmeno un alloggio a canone calmierato, e i prezzi al metro quadro si aggirano attorno ai 4000 euro. Anche l’altro grande ambito di trasformazione urbana, l’ex CMR-Rotoincisa, è destinato a diventare un nuovo quartiere residenziale per ricchi con oltre 500 appartamenti – alcuni in grattacieli di 21 piani – per circa 1200 nuovi residenti senza nemmeno un alloggio popolare.
Su questo quadro già precario rischiano di abbattersi le conseguenze nefaste del cosiddetto “studentato diffuso”, cioè l’idea – fatta propria dall’intero Consiglio comunale – di destinare 200 abitazioni private a* student* fuori sede delle facoltà scientifiche della Statale che si trasferiranno a MIND a partire dall’anno accademico 2027/28. Anticipato dall’operazione di branding territoriale “Rho città universitaria” e alimentato da una narrazione funzionale agli interessi della rendita, il modello dello “studentato diffuso” rischia di replicare scenari già visti altrove: aumento del costo della vita e progressiva espulsione dei residenti più poveri, perché i proprietari tenderanno a privilegiare affitti brevi più redditizi a scapito di locazioni stabili per famiglie e lavoratori. Il rischio concreto è che lo “studentato diffuso” alimenti un mercato dell’affitto sempre più speculativo e predatorio finendo per aggravare l’emergenza abitativa, senza peraltro risolvere il problema ormai cronico dell’assenza di alloggi a prezzi accessibili per student*.
Noi abbiamo un’altra idea di città, a cominciare dalla campagna RiAbitare per l’uso sociale delle case vuote a Rho, con la quale chiediamo che lo sfitto privato sia mappato, disincentivato e infine restituito alla città così da affrontare l’emergenza abitativa. Occorre rimettere al centro dell’agenda politica cittadina il diritto alla casa e all’abitare anche con l’aumento dell’offerta residenziale pubblica: a tal fine proponiamo la trasformazione dello “Steccone”, il magazzino dismesso del fu Cotonificio Muggiani di via Volta, in un grande complesso di edilizia residenziale pubblica. Non l’ennesimo studentato dagli affitti insostenibili, ma un cuore pulsante di vita sociale e abitare cooperativo, un ecosistema integrato nel quale la casa sia un diritto e non una merce.
Per questo, agli squilli di tromba della propaganda di “Rho città universitaria” – che qualche mese fa lanciava in città un convegno dove prospettava “Una casa per chi studia. Una città per crescere” – rispondiamo con una nota dissonante ribadendo con forza che quello che vogliamo è “Una casa per tutti. Una città a misura di chi la vive”. Giovedì 28 maggio alle 21:00 presso in CentRho di Piazza San Vittore 24 ne discutiamo con:
LUCIA TOZZI Studiosa di politiche urbane, autrice de “L’invenzione di Milano”
GIACOMO MANFREDI Sindacato Inquilini Casa e Territorio (SICeT-Cisl) – Rho
STUDENT* DI CITTA’ STUDI
GIANANDREA PICCININI Osservatorio PNO, presenterà il progetto STECCONE POPOLARE
L’incontro è promosso da SOS Fornace, Sportello Sociale per il Diritto alla Casa e RiAbitare.
Il sindaco Orlandi riesce davvero a tenere separato il proprio ruolo istituzionale dalla promozione di interessi commerciali privati?
Il 25 novembre 2024 il progetto immobiliare WestMi – il nuovo complesso nell’area dell’ex Diana De Silva – viene presentato al Teatro Civico “Roberto de Silva”, spazio pubblico comunale gestito dalla Fondazione Teatro Civico Rho, interamente partecipata dal Comune. All’evento partecipa anche il sindaco Andrea Orlandi, che parla del progetto in termini entusiastici come un “ottimo biglietto da visita” per chi entra in città da sud.
Pochi mesi dopo la presentazione al Teatro Civico, Ferretticasa, promotore immobiliare del progetto WestMi, presenta al Comune un’offerta di sponsorizzazione per l’evento comunale in Villa Burba, Magic Light Garden Experience, del marzo 2025, poi recepita nella determinazione dirigenziale n. 358 del 7 aprile 2025 per 2.440 euro complessivi.
In un suo intervento più recente sul progetto, Orlandi ha parlato del passaggio da un’area dismessa a un simbolo di rinascita, capace di riportare cittadini e relazioni nel centro della città.
Pensiamo che un investimento privato di questo tipo, con abitazioni vendute a più di 4 mila euro al mq, l’unica cosa che possa rilanciare nel centro città sia la rendita immobiliare.
Se questa è la “rinascita” del centro, bisogna chiedersi per chi stia rinascendo la città. Per chi può permettersi appartamenti a prezzi sempre più alti, o anche per chi vive e lavora a Rho con stipendi normali, pensioni basse, contratti precari?
Ci pare che il confine tra ruolo istituzionale del Sindaco e promozione di interessi privati si sia assottigliato troppo: una cosa è valutare positivamente il recupero di un’area dismessa, un’altra è far sembrare istituzionale la promozione di un’operazione immobiliare privata.
Il Sindaco può garantire che l’intera attività promozionale legata all’investimento immobiliare privato WestMi-Ferretticasa si sia svolta come per qualunque altro operatore immobiliare?
L’amministrazione Orlandi presenta il progetto West Mi, nell’area ex Diana De Silva, come il segno della rinascita del centro. Il sindaco parla di “trasformare il degrado in comunità” e di “ridare vita” a uno spazio urbano centrale. La “città a dimensione d’uomo” proposta da Orlandi si traduce in tre torri, per circa cento nuove abitazioni, con prezzi intorno ai 4 mila euro al metro quadro e senza neppure un alloggio a canone calmierato.
A Rho si riqualificano aree dismesse e si parla di rilancio. Ma per chi? Perché intanto i prezzi di vendita in centro superano i 2.600 euro al metro quadro, gli affitti continuano a salire e per chi ha bisogno di una casa popolare non si costruisce più nulla. I dati più recenti sul piano dell’offerta abitativa dicono che nel 2025 le domande di alloggio popolare sono state 878. Nel triennio 2026-2028, in tutto l’Ambito rhodense, sono previsti solo 132 alloggi SAP. Per Rho questo significa 20 alloggi SAP comunali e 15 ALER in tre anni, cioè poco più di una decina di assegnazioni l’anno. Da una parte ci sono nuove case messe sul mercato a prezzi fuori portata per gran parte delle famiglie. Dall’altra c’è una domanda abitativa enorme e un’offerta pubblica che resta del tutto insufficiente.
Questa sarebbe la città che rinasce? A noi pare piuttosto una città che si trasforma a misura della rendita e lascia indietro chi ha un lavoro normale, chi è precario, chi vive con una pensione bassa, chi mette insieme lo stipendio mese per mese. Si riempiono i comunicati di parole come comunità, quartiere, rinascita. Poi però, in quella stessa città, sempre più persone sono costrette ad andarsene perché non riescono a permettersi una casa.
Con la campagna RiAbitare diciamo da tempo che servono strumenti per rimettere in uso il patrimonio sfitto, più case popolari e una scelta politica chiara che rimetta al centro il bisogno abitativo e non la rendita immobiliare.
Ancora una volta si usa la parola “rigenerare” per raccontare una realtà che va nella direzione opposta: una città dove chi è ricco può comprare e restare, mentre chi vive con stipendi normali viene spinto ad allontanarsi. WestMi è semplicemente una speculazione immobiliare spacciata per interesse pubblico.
Noi vogliamo un’altra idea di città: una città in cui il diritto all’abitare venga prima della rendita, in cui il centro non diventi uno spazio esclusivo per pochi e in cui nessuno sia costretto ad andarsene per il costo della casa. Una città che non espelle, ma tiene insieme le persone, i quartieri e i bisogni reali.
🏡 Nel bilancio comunale 2026-2028, con un emendamento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, trova spazio anche un fondo da 20 mila euro per “Rho città universitaria – studentato diffuso”. Non è tanto la cifra in sé a colpire, quanto la priorità politica che rivela: mentre si apre un canale dedicato agli studenti fuori sede, il bisogno abitativo dei residenti continua a non trovare una risposta all’altezza.
👎 Nel capitolo che dovrebbe sostenere il diritto alla casa, il Comune stanzia, per il 2026, 573.282,46 euro di spesa corrente e appena 406,55 euro di investimenti. Le voci più pesanti sono 105 mila euro per la morosità incolpevole e 395.444,96 euro per gli assegnatari SAP in difficoltà economica: misure utili, certo, ma che intervengono quando il problema è già esploso. Tolte queste poste, restano circa 72 mila euro, destinati soprattutto al potenziamento dell’agenzia per l’abitare e a un ulteriore sportello a Lucernate. Troppo poco per parlare di una politica strutturale sull’abitare.
🏗️ Anche il programma dedicato all’edilizia residenziale pubblica conferma questa impostazione: si investe soprattutto su riqualificazione energetica, recupero edilizio e rifunzionalizzazione del patrimonio esistente. Non si vede invece una scelta netta per aumentare l’offerta di case popolari o di alloggi a canone calmierato per residenti, giovani del territorio e nuclei sotto sfratto.
📉 Nella stessa direzione va anche il piano di alienazione degli alloggi comunali 2023-2026, che prevede la vendita di 19 alloggi per un valore complessivo di 1,4 milioni di euro: ad oggi ne sono stati effettivamente venduti 3 per poco meno di 230 mila euro. La scelta di vendere il patrimonio ERP dice molto della volontà politica della maggioranza di centrosinistra che governa la città.