Categoria: BnB e affitti brevi

  • Rho: lo Steccone sia una risposta alla precarietà abitativa

    🏠 Se l’amministrazione comunale vuole davvero rispondere all’emergenza abitativa, la priorità è destinare lo Steccone a case popolari, non a studentato. I posti letto temporanei non risolvono il problema di chi vive e lavora a Rho tutto l’anno.

    👎 Nel 2025 le domande di case popolari sono state 878. Nel Piano triennale dell’offerta abitativa 2026-2028 l’intero Ambito rhodense prevede di mettere a disposizione solo 132 alloggi popolari (SAP) in tre anni. Per il Comune di Rho questo si traduce in 20 alloggi SAP comunali e 15 SAP ALER: un volume di assegnazioni che si attesta mediamente su poco più di una decina all’anno.

    ⛺ Questo squilibrio rende inevitabile usare ogni spazio pubblico disponibile per garantire un tetto sopra la testa a persone e famiglie. E invece il patrimonio si riduce: il programma comunale di alienazione di edilizia pubblica 2023-2025 ha previsto la vendita di 19 alloggi comunali. Di questi, uno è già stato venduto a dicembre 2025 e 4 sono stati aggiudicati all’asta, in attesa di perfezionare i passaggi di proprietà.

    ‼️Ribadiamo la necessità di una risposta efficace all’emergenza abitativa: Steccone per edilizia residenziale pubblica, stop alle dismissioni, e uso sociale dello sfitto privato per alloggi a canone calmierato.

    SOS Fornace
    Sportello Sociale
    RiAbitare

  • Rho “Città Universitaria” o Città Vetrina? La priorità è il diritto alla casa

    🎓 Il Comune di Rho con il convegno “Una casa per chi studia, una città per crescere” ha rilanciato l’idea di “Rho città universitaria”. Un’espressione che suona moderna, attrattiva, dinamica. Ma dietro le parole occorre guardare la sostanza. La cosiddetta “città universitaria” rischia di essere solo un nuovo nome per la “città vetrina”: una città pensata per chi arriva, consuma e riparte, più che per chi la abita tutto l’anno. Una città che misura il proprio successo in posti letto temporanei invece che in diritti garantiti.

    🙋 Per i rhodensi la priorità non è moltiplicare formule di ospitalità, ma riuscire ad avere un tetto sopra la testa a condizioni sostenibili. La discussione sullo studentato diffuso non può diventare un alibi per spostare il baricentro delle politiche pubbliche dall’abitare stabile all’accoglienza temporanea. I numeri forniti da Regione Lombardia mostrano che l’offerta di posti letto per gli ipotetici studenti in arrivo Rho esiste già, ed è in crescita.

    🏠 Oggi sono 1.853 i posti letto complessivi in ambito extra-alberghiero. Tra il 25 settembre 2025 e il 10 febbraio 2026 con il miraggio delle Olimpiadi le strutture sono passate da 389 a 413, mentre i posti letto sono cresciuti da 1.713 a 1.853. Una crescita trainata soprattutto da “case e alloggi privati”: abitazioni residenziali sottratte al mercato ordinario e convertite in ricettività.

    👎 Il problema è evidente. Ogni casa trasformata in stanza per soggiorni brevi è una casa in meno per chi cerca un affitto stabile. Gli affitti brevi competono direttamente con il mercato ordinario: riducono l’offerta, aumentano la pressione sui canoni, rendono più fragile l’equilibrio sociale e arricchiscono i soliti noti.
    Se davvero si vuole attrarre studenti, si utilizzino prima le strutture extra-alberghiere già esistenti, senza erodere ulteriormente il patrimonio abitativo residenziale. Non si può chiamare “città universitaria” un modello che continua a drenare case dal lungo periodo.

    📣 Nel frattempo, i dati ufficiali del Piano triennale e annuale dell’offerta abitativa dell’Ambito del Rhodense parlano chiaro: nell’ultimo anno 878 famiglie hanno presentato domanda di alloggio popolare. Nel triennio 2026–2028 sono previsti solo 132 alloggi SAP su tutto l’Ambito.

    👉 Questo è il cuore della questione. Non la retorica dell’attrattività, ma il diritto all’abitare. Le risorse pubbliche devono concentrarsi su edilizia residenziale pubblica, recupero del patrimonio inutilizzato, regolazione degli affitti brevi e strumenti che garantiscano stabilità alle famiglie. Una città giusta non si costruisce moltiplicando le camere temporanee, ma garantendo case stabili.

    ✊ Rho non ha bisogno di un nuovo slogan. Ha bisogno di una politica abitativa che metta al centro chi la vive.

    SOS Fornace
    Sportello Sociale
    RiAbitare Rho

  • Olimpiadi insostenibili: Rho is not for rent! Case per le persone, non per AirBnB

    📣 Questa mattina attivist* per il diritto alla casa dello Sportello Sociale di SOS Fornace e della campagna RiAbitare hanno esposto lo striscione “Rho is not for rent” davanti all’Expo Residence di via Pace 23 a Rho, struttura ricettiva che oggi è adibita all’ospitalità di breve periodo.

    🧳 L’azione denuncia pubblicamente la turistificazione del territorio legata all’”economia dell’evento” che da Fiera ad Expo fino alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina sta trasformando sempre più case di Rho in strutture ricettive. L* attivist* hanno spiegato le ragioni della protesta ai passanti speakerando al megafono e mostrando cartelli con slogan contro la desertificazione sociale di una città sempre più a misura di turista e non di abitante, e contro uno spazio urbano ridisegnato dalla rendita e dai profitti a scapito dei bisogni dei prori abitanti.

    💰 Bnbook, che gestisce l’Expo Residence, propone servizi di gestione per mettere a reddito immobili e promette ai proprietari un guadagno “maggiorato dal 35% al 50%” rispetto all’affitto tradizionale. L’edificio di via Pace è stato costruito nel 2007, avviato con affitti tradizionali e poi convertito alla ricettività con Expo 2015. A Rho Bnbook gestisce anche un altro residence, con una decina di unità, e 25 altri appartamenti. Complessivamente gli alloggi in gestione a Bnbook sono 180.

    🏠 A Rho i posti letto extra‑alberghieri (1.713) superano quelli alberghieri (1.241) e, dentro l’extra‑alberghiero, il blocco “Case e alloggi privati” pesa per 1.399 posti letto. In pratica, è l’intero stock abitativo cittadino che si sta muovendo verso il breve periodo. Questo produce un effetto di sostituzione: meno case per chi vive e lavora a Rho tutto l’anno, più pressione sui canoni, più competizione per chi cerca un affitto stabile.

    🚠 Expo ieri, Olimpiadi oggi: cambia il marchio, resta il modello. In queste ore, mentre partono le prime competizioni e si entra nella settimana di apertura ufficiale dei Giochi, denunciamo il legame tra “grande evento” e rendita. Quando l’orizzonte diventa l’ospite temporaneo, la casa smette di essere un diritto e diventa un asset.

    🥌 L’azione di oggi si inserisce nelle iniziative diffuse lanciate dal CIO (Comitato Insostenibili Olimpiadi) per opporsi alle nocività olimpiche, verso le Utopiadi e il grande corteo nazionale di sabato a Milano contro le Olimpiadi più insostenibili di sempre e la città messa a profitto.

    SOS Fornace
    RiAbitare