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  • Rho al caldo e al buio: l’ombra dei data center sulla crisi abitativa

    Rho al caldo e al buio: l’ombra dei data center sulla crisi abitativa

    Mentre i cittadini affrontano blackout continui e costi degli affitti insostenibili, il territorio si prepara a ospitare colossi digitali fortemente energivori. Chi paga il prezzo?

    🔥 I frequenti blackout elettrici che stanno colpendo diversi quartieri di Rho non sono semplici incidenti tecnici isolati: sono il sintomo evidente di un modello di sviluppo urbano che ha smesso di mettere al centro le persone. Il diritto all’abitare non è negato solo dall’impennata dei costi delle case e da affitti ormai inaccessibili, ma anche dall’incapacità di garantire i servizi essenziali più elementari, come l’energia elettrica.

    🌡️ Vivere in una casa dignitosa significa poterla pagare, ma significa anche poter accendere la luce, conservare il cibo nel frigorifero e condizionare gli ambienti durante le ondate di calore.
    Negli ultimi anni, Rho ha subito una forte pressione immobiliare. I prezzi delle locazioni e delle compravendite sono schizzati alle stelle, spingendo sempre più famiglie, giovani e lavoratori fuori dal tessuto urbano o sulla soglia della povertà abitativa. Oltre al danno, però, si aggiunge la beffa: chi faticosamente riesce a pagare canoni esorbitanti, si ritrova a dover fare i conti con una rete elettrica obsoleta e al collasso, che lascia intere fette di cittadinanza al buio. Una situazione i cui disagi colpiscono ovviamente le fasce più povere e fragili della popolazione, perché l’emergenza abitativa così come la crisi climatica sono anche questioni di classe.

    🤖 Il futuro rischia di essere drammatico, è ormai noto il piano di insediamento sul nostro territorio di nuovi data center: infrastrutture mastodontiche che, per funzionare e raffreddarsi, richiedono una quantità di energia elettrica spaventosa. Mentre i rhodensi sono al buio, si stende il tappeto rosso a colossi industriali che assorbiranno fette enormi di risorse energetiche, minacciando di mandare definitivamente in tilt la rete locale.

    🥵 Non siamo disposti a guardare la nostra città mentre diventa invivibile per chi ci abita e iper-efficiente solo per i grandi investitori. Chiediamo con forza alle istituzioni locali un piano straordinario per il diritto all’abitare e un definitivo stop alla costruzione di impianti energivori come i data center. Vogliamo investimenti immediati sulla rete elettrica pubblica: il potenziamento e la razionalizzazione delle infrastrutture cittadine deve avere come priorità assoluta la sicurezza e la continuità del servizio per le utenze domestiche, non il soddisfacimento dei bisogni predatori dei giganti del tech.

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  • “La casa è un diritto, non un sogno”: sanzionato West MI, verso l’incontro pubblico “Una casa per tutt*, una città a misura di chi la vive”

    “La casa è un diritto, non un sogno”: sanzionato West MI, verso l’incontro pubblico “Una casa per tutt*, una città a misura di chi la vive”

    “LA CASA E’ UN DIRITTO, NON UN SOGNO”: SANZIONATO WEST MI verso l’incontro pubblico “Una casa per tutt*, una città a misura di chi la vive ” del 28 maggio

    🏠 A Rho la casa sta diventando un privilegio. Mentre si presentano nuovi progetti immobiliari spacciandoli per “rinascite” del centro cittadino, dentro queste operazioni – da West-Mi all’ex CMR-Rotoincisa – non c’è nemmeno una casa con un affitto davvero accessibile.

    🔑 La casa non può essere raccontata come un sogno individuale da inseguire a fatica, come sfacciatamente sbandierato – in spregio della popolazione che a causa dell’emergenza abitativa viene espulsa dalla nostra città – alla presentazione del progetto di edilizia residenziale per ricchi West Mi, che recentemente ha anche ricevuto l’avvallo e la “promozione” dell’amministrazione Orlandi. Se un appartamento arriva a costare 4 mila euro al metro quadro – è sempre il caso di West MI, ma per l’ex CMR-Rotoincisa ci aspettiamo prezzi addirittura più alti – siamo davanti a un’operazione di selezione di classe.

    🎨 Noi crediamo che la casa e l’abitare siano diritti da difendere e rendere effettivi con politiche pubbliche. Per questo oggi l* attivist* per il diritto alla casa del territorio hanno sanzionato il cantiere di West Mi su Corso Europa vergando la scritta a vernice “La casa è un diritto, non un sogno” dando voce alle giuste rivendicazioni della campagna RiAbitare tra fumogeni colorati. Rho non è uno showroom del mattone. È fatta da chi ci vive. O si difende il diritto all’abitare, o si accompagna una trasformazione che lascia spazio soprattutto alla rendita e all’espulsione da Rho della parte più povera della popolazione.

    👉 Di questi temi discuteremo giovedì 28 maggio alle 21.00 al CentRho di Piazza San Vittore 24 nell’incontro pubblico Riabitare Rho – Una casa per tutt*, una città a misura di chi la vive con Lucia Tozzi, Giacomo Manfredi del SICeT-Cisl Rho, student* di Città Studi e Gianandrea Piccinini dell’Osservatorio PNO, che presenterà il progetto Steccone Popolare.

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  • Bilancio 2026-2028: sul diritto alla casa ancora troppo poco, mentre si finanzia lo studentato diffuso

    Bilancio 2026-2028: sul diritto alla casa ancora troppo poco, mentre si finanzia lo studentato diffuso

    🏡 Nel bilancio comunale 2026-2028, con un emendamento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, trova spazio anche un fondo da 20 mila euro per “Rho città universitaria – studentato diffuso”. Non è tanto la cifra in sé a colpire, quanto la priorità politica che rivela: mentre si apre un canale dedicato agli studenti fuori sede, il bisogno abitativo dei residenti continua a non trovare una risposta all’altezza.

    👎 Nel capitolo che dovrebbe sostenere il diritto alla casa, il Comune stanzia, per il 2026, 573.282,46 euro di spesa corrente e appena 406,55 euro di investimenti. Le voci più pesanti sono 105 mila euro per la morosità incolpevole e 395.444,96 euro per gli assegnatari SAP in difficoltà economica: misure utili, certo, ma che intervengono quando il problema è già esploso. Tolte queste poste, restano circa 72 mila euro, destinati soprattutto al potenziamento dell’agenzia per l’abitare e a un ulteriore sportello a Lucernate. Troppo poco per parlare di una politica strutturale sull’abitare.

    🏗️ Anche il programma dedicato all’edilizia residenziale pubblica conferma questa impostazione: si investe soprattutto su riqualificazione energetica, recupero edilizio e rifunzionalizzazione del patrimonio esistente. Non si vede invece una scelta netta per aumentare l’offerta di case popolari o di alloggi a canone calmierato per residenti, giovani del territorio e nuclei sotto sfratto.

    📉 Nella stessa direzione va anche il piano di alienazione degli alloggi comunali 2023-2026, che prevede la vendita di 19 alloggi per un valore complessivo di 1,4 milioni di euro: ad oggi ne sono stati effettivamente venduti 3 per poco meno di 230 mila euro. La scelta di vendere il patrimonio ERP dice molto della volontà politica della maggioranza di centrosinistra che governa la città.

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